Malamente #5 – novembre 2016

È uscito il n. 5!
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Malamente è una rivista di carta.

L’avete sfogliata, letta e riletta, presa in prestito, regalata. Ce ne avete ordinate tante copie, magari l’avete trovata in qualche posto che frequentate.

Sono “solo” 5 numeri (compreso il numero 0!) ma avete imparato a conoscerla e a riconoscerla.

Il percorso che trasforma ogni numero dall’idea a qualcosa che si può tenere tra le mani è complesso e prezioso. Non potremmo desiderare niente di diverso: articoli, letture, approfondimenti vengono condivisi, discussi, elaborati e soprattutto vissuti, fino a trovare la loro forma di espressione sulla carta.

Un materiale concreto e non volatile come vuole essere lo spazio di critica e di intervento della nostra rivista.

Al tempo stesso però Malamente vuole essere più di un oggetto, da scaffale o di strada che sia.

Vuole essere un luogo di incontro, condivisione e confronto; un terreno dove l’informazione può diventare azione e viceversa. Ma soprattutto uno spazio che superi i limiti della geografia per innescare nuove connessioni e complicità.

Per questo, dopo un lungo confronto e – non nascondiamo – un po’ a malincuore, abbiamo scelto di dotarci di uno strumento in più. Un territorio immateriale, appunto, che con tutti i suoi limiti ci può dare la possibilità di entrare in contatto con i lettori in uno spazio virtuale che serva per organizzare incontri reali, per rilanciare più in là le storie delle lotte che raccontiamo e a cui partecipiamo.

Da oggi in poi potrete quindi leggerci anche su Facebook. Qui, nei mesi che separano l’uscita di un numero dall’altro, cercheremo di mantenere acceso e vivace il dibattito intorno agli argomenti che ci stanno a cuore.

Se da un lato il canale Twitter ci aiuta nella condivisione e nella copertura di notizie nel contingente, abbiamo immaginato la pagina Facebook come un luogo dove riflessioni e approfondimenti possano continuare a crescere e trovare nuovi stimoli aggregativi da trasportare poi dentro la rivista e soprattutto fuori.

Inauguriamo la nostra pagina non come un punto d’approdo dove esaurire la potenza del dibattito che Malamente può offrire, ma come un luogo di passaggio dove ritrovarci in attesa del prossimo numero.

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Solo le montagne sono serene

Riceviamo da un nostro redattore che si è recato sui luoghi del terremoto a portare solidarietà attiva.

Terremoto agosto 2016 [1]

29 agosto 2016

Solo le montagne sono serene nella luce piena di giallo di fine agosto, silenziose, più che mai.

Il terremoto ha colpito a macchia di leopardo mettendo in luce le differenze, tra i suoli e le pendenze e tra i derivati minerali delle stesse montagne che compongono le case: i materiali. Tanti commentatori si improvvisano ingegneri e architetti e tutti scoprono che la materialità del nostro abitare nel mondo è importante. Pescara del Tronto si scorge dietro una curva mentre il nostro convoglio sale lentamente, soltanto il cartello stradale è rimasto leggibile, le forme delle case, tutte distrutte, possiamo solo intuirle da quelle che abbiamo visto nei borghi lungo la strada. Alcuni paesi sono crollati, altri sembrano intatti. Altre disuguaglianze mute colpiscono l’occhio: le case vuote e pulite con i fiori al balcone e la palazzina col primo piano che sembra esploso perché il movimento sussultorio ha fatto scoppiare i muri. Nella stanza vivisezionata i calcinacci sfondano il letto, lo specchio è pulito e il cassetto ancora aperto. La vita interrotta.

Terremoto agosto 2016 [4]

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Una fiondata nel verso giusto – Malamente #4 (luglio 2016)

Editoriale del nuovo numero di Malamente (#4 – luglio 2016)
Contattateci per richieste di una o più copie: malamente@autistici.org

Una fiondata nel verso giusto
di Redazione

Forza ragazzo! Campagna del Kentucky, settembre 1940

Si dice che il primo grosso scoglio per una rivista sia superare il terzo numero. “Malamente” è arrivata al quarto, che in realtà sarebbe il quinto se consideriamo anche il numero zero uscito poco più di un anno fa. Siamo ancora qui e la spinta iniziale non s’è affatto affievolita. Anzi siamo sempre più lanciati, sostenuti dall’interesse che vediamo crescere attorno a questo progetto editoriale. Sono già una decina le presentazioni che abbiamo fatto in giro per le Marche (e non solo): le ultime a Urbino, Senigallia, Corinaldo e Cesena e ogni serata è stata occasione di piacevoli discussioni su come, dove e perché aprire spiragli di aria fresca che possano incrinare le mura che imprigionano questo mondo. Lungo la strada abbiamo incontrato qualche faccia conosciuta, ma anche tanti volti per noi nuovi e di diverse generazioni, con cui abbiamo condiviso l’urgenza di capovolgere una società ingiusta e insostenibile. A partire dalle piccole e grandi storie che viviamo nei nostri territori e che andiamo a scoprire e approfondire numero dopo numero. Continua a leggere

Malamente #3 (aprile 2016): online!

Per la gioia di tutti coloro che hanno risparmiato i 3 euro 🙂 , carichiamo online il pdf integrale di Malamente #3 (aprile 2016).

Malamente n. 3 aprile 2016

Ne abbiamo ancora pochissime copie cartacee: gli amanti della carta stampata possono richiederle a malamente@autistici.org.

Il prossimo numero (#4) è previsto per luglio 2016.

 

 

La pedagogia del buonsenso alla scuola Serendipità di Osimo

Intervista a Emily Mignanelli e Veronica Pacini [da Malamente #3]

Mural di Turbosafary sulla facciata esterna di Serendipità
Serendipità – Osimo

A Osimo, in provincia di Ancona, abbiamo incontrato una bellissima realtà educativa basata su principi libertari, finora unica nelle Marche, avviata con il progetto sperimentale dell’associazione “Lilliput” per la fascia 0-3 e proseguita con l’apertura, tre anni fa, dell’esperienza di educazione libertaria “Serendipità” rivolta alla fascia prescolare e scolare, corrispondente alla scuola dell’infanzia e primaria. Una scuola che parte dai bambini e dalla loro voglia di esplorare il mondo per aiutarli a realizzare se stessi in libertà. È una risposta di buonsenso al sistema educativo e repressivo tradizionale a cui siamo abituati, ma non è una scuola d’élite come a volte lo sono le scuole alternative private, che siano montessoriane, steineriane o libertarie. Abbiamo intervistato Emily, che per prima si è messa in gioco nello sperimentare le possibilità di questo modello educativo, e Veronica che si è unita a lei per aprire “Serendipità”: due giovani donne con le idee chiare e un entusiasmo trascinante. Alla conversazione si è unita anche Federica, mamma di due bambini di 5 e 8 anni che frequentano la scuola. Speriamo che dalla loro esperienza possa diffondersi un sano contagio anche altrove.

Qual è stato il percorso che vi ha portato dal nido Lilliput alla creazione della scuola Serendipità? Continua a leggere